Cosa fare prima della partita: primer, effetto PAP e le 24 ore che contano

C'è una fascia oraria che decide come giocherai, e non è l'allenamento del giovedì. Sono le 24 ore prima del fischio d'inizio. Puoi aver lavorato bene tutta la settimana e presentarti spento, oppure arrivare pronto senza aver fatto niente di eroico.

La differenza è quasi sempre nelle stesse tre cose: cosa hai fatto la sera prima, cosa hai mangiato e quando, e se hai risvegliato il sistema nervoso prima di entrare.

L'effetto PAP: perché uno stimolo brevissimo ti rende più esplosivo

PAP sta per Potenziamento Post-Attivazione. Il meccanismo è questo: uno stimolo massimale e brevissimo — qualche salto, una spinta isometrica — attiva le unità motorie ad alta soglia, quelle che comandano le fibre rapide. Nei minuti e nelle ore successive quelle unità restano "pronte", più reattive del normale.

È la ragione per cui un giocatore che entra in campo dopo un riscaldamento solo aerobico parte lento nei primi dieci minuti: ha scaldato il motore ma non ha svegliato il sistema nervoso.

Il primer non serve ad allenarti. Serve a dire al sistema nervoso che tra poco gli verrà chiesto di sparare. Se ti stanca, l'hai sbagliato.

La timeline, ora per ora

Sera prima (MD-1) — casa o hotel

Primer leggero in versione ridotta. Pasto ricco di carboidrati complessi. Idratazione. Almeno 8 ore di sonno, che a questo livello contano più di qualunque esercizio tu possa fare.

Al risveglio — giorno partita

Wellness Check: quattro domande, trenta secondi, per sapere con che macchina stai partendo. Poi colazione abbondante con carboidrati e proteine, 3-4 ore prima del match.

2 ore prima

Ultimo pasto leggero. Idratazione con elettroliti se fa caldo.

45-60 minuti prima — campo

Attivazione dinamica (mobilità di anche e caviglie, catena posteriore) più il primer vero: Pogo Jumps, 2 serie da 10. Balzi sul posto con le caviglie rigide come molle e il contatto al suolo ridotto al minimo.

Due serie da dieci. Non venti. Non "finché sento le gambe". L'effetto PAP si ottiene con uno stimolo di qualità, e si distrugge con il volume.

15 minuti prima — spogliatoio

Visualizzazione mentale della gara e respirazione controllata. È la parte che tutti saltano perché sembra poco seria, ed è quella che regola l'attivazione nervosa quando è troppo alta.

Le tre cose da non fare mai il giorno della partita

  1. Nessun esercizio mai provato prima. Il giorno della gara non si sperimenta. Un movimento nuovo può produrre DOMS o un fastidio proprio quando non puoi permettertelo.
  2. Nessun allenamento di forza. Neanche leggero. La forza affatica il sistema nervoso centrale: è l'opposto di ciò che ti serve.
  3. Nessun pasto pesante o mai provato prima nelle 3 ore precedenti il match.

Il primer non è solo per la partita

La stessa routine, in versione completa, va eseguita tassativamente prima di ogni blocco di forza o potenza, non solo prima delle gare. Serve a due cose: preparare le articolazioni al carico e attivare i distretti che poi lavoreranno.

La struttura è in due fasi. Fase A, mobilità dinamica: 90/90 Hip Flow 2×6 per lato, Ankle Dorsiflexion al muro 2×10 per piede, Inchworm con rotazione toracica per 5 ripetizioni. Fase B, attivazione reattiva: Pogo Jumps 2×15 e Wall Sit monopodale 2×20 secondi per gamba.

Nelle 24 ore prima del match, invece, la Fase A si riduce a 5 minuti e della Fase B restano solo i Pogo Jumps 2×10. Bastano per l'effetto PAP senza generare fatica.


Contenuto a scopo educativo e informativo. Non sostituisce il parere di un medico o di un preparatore. Leggi il disclaimer completo.

Ogni seduta ha il suo riscaldamento già scritto

Il problema dei primer è che si saltano appena si ha fretta, e si saltano sempre.

In IN-SEASON BR PRO ogni sessione delle 36 schede inizia con il suo riscaldamento specifico, evidenziato e con volumi indicati — non come appendice, ma come prima riga della tabella. Inclusa la seduta MD-1 da 10 minuti per casa o hotel.


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